Podologo: cosa fa e come diventarlo
Quando si parla di professioni sanitarie, Podologia è spesso meno “visibile” di altre, ma è una figura sempre più centrale per la salute, la mobilità e la qualità della vita. Il podologo è un professionista sanitario che si occupa della prevenzione, della diagnosi e del trattamento delle patologie e delle disfunzioni del piede e delle strutture ad esso correlate, lungo tutto l’arco della vita: dal bambino all’atleta, fino all’anziano e al paziente diabetico.
In termini pratici, il podologo interviene su alterazioni biomeccaniche, deformità ossee (come l’alluce valgo o le dita a martello), patologie ungueali e cutanee e complicanze legate a malattie sistemiche. Non si limita alla cura estetica, ma progetta e realizza ortesi plantari e digitali personalizzate per correggere la postura, migliorare il cammino e prevenire ulcerazioni. È una professione che unisce competenze cliniche, abilità manuali e una spiccata capacità di ascolto per migliorare la qualità della vita e la mobilità del paziente.
Il podologo non è un medico, ma un operatore sanitario in possesso di una laurea triennale abilitante. Lavora spesso in équipe multidisciplinare, collaborando con medici specialisti (ortopedici, diabetologi, reumatologi, fisiatri) e altri professionisti della riabilitazione.

Come diventare un podologo
Per esercitare in Italia devi accedere al Corso di Laurea in Podologia, un percorso triennale della classe L/SNT2, a numero programmato nazionale, con ingresso tramite test delle Professioni Sanitarie. La formazione è fortemente professionalizzante: un ciclo di studi di tre anni con oltre 30 discipline medico-podologiche e un tirocinio pratico presso istituti qualificati convenzionati con le università, così da integrare preparazione teorica e competenze sul campo.
Dopo la laurea, la crescita professionale continua: il podologo si aggiorna costantemente con formazione accreditata e master post laurea e, come per le altre professioni sanitarie, è previsto l’obbligo di aggiornamento continuo tramite ECM. Il titolo abilita all’esercizio della professione presso studi podologici e strutture sanitarie poliambulatoriali, con possibilità di inserimento sia in contesti organizzati sia in libera professione, in base al proprio progetto di carriera.
Orientamento al test: come prepararsi per entrare in graduatoria
L’accesso a Podologia è selettivo perché a numero programmato: entrare dipende dalla graduatoria. Si tratta solitamente di un test a risposta multipla (spesso 60 quesiti) che combina ragionamento logico e conoscenze scientifiche di base, in particolare biologia e chimica, spesso con matematica e fisica, oltre a comprensione/lettura e conoscenze generali in base al bando dell’ateneo. Per questo, una preparazione davvero efficace non si limita alla teoria: serve allenamento costante su simulazioni, gestione dei tempi e analisi degli errori, perché sono questi elementi a far guadagnare punti quando i posti sono pochi.