Ortottica e Oftalmologia

Ortottista (assistente di oftalmologia): cosa fa e come diventarlo

L’ortottista assistente di oftalmologia (spesso indicato più semplicemente come ortottista) è un professionista sanitario che lavora nell’area della salute visiva. Il suo profilo è definito dal D.M. 743/1994: è l’operatore che, in possesso del diploma universitario abilitante e su prescrizione del medico, tratta i disturbi motori e sensoriali della visione ed esegue tecniche di semeiologia strumentale oftalmologica.

Detto in modo concreto, questa figura si occupa di prevenire, valutare e riabilitare molte difficoltà visive che impattano la qualità della vita, lo studio e il lavoro. Interviene su problematiche legate alla visione binoculare e alla funzionalità visiva, come strabismo e ambliopia (occhio pigro), ma anche su quadri di affaticamento visivo e ipovisione in età evolutiva e adulta.

Un aspetto distintivo è l’unione tra riabilitazione e diagnostica, in quanto l’ortottista, esercizi a parte, può eseguire (nell’ambito delle competenze e della formazione) esami clinico-strumentali fondamentali nel percorso oftalmologico e, quando necessario, utilizzare colliri funzionali all’esecuzione di alcune indagini secondo protocolli e con le cautele previste.

ortottista oftalmologia cosa fa

È importante anche chiarire le differenze con altre figure. L’oculista è un medico (laurea in Medicina + specializzazione) che diagnostica e tratta anche chirurgicamente le patologie oculari. L’ortottista, invece, è un professionista sanitario con laurea triennale abilitante e iscrizione all’albo, con funzioni specifiche nel trattamento dei disturbi motori e sensoriali della visione e nella semeiologia strumentale oftalmologica.

Dove lavora l’ortottista

L’ortottista può lavorare in ospedali, aziende sanitarie, ambulatori e università, oltre che dedicarsi all’attività libero-professionale presso ambulatori o studi medici, in base alle regole organizzative e al contesto.
Nel tempo, può estendere il proprio raggio d’azione anche verso ambiti come organizzazione, didattica e ricerca, coerentemente con i percorsi post-base e con l’evoluzione dei bisogni di salute e delle tecnologie.

Percorso accademico: come diventare ortottista

Per diventare ortottista in Italia devi accedere alla Laurea triennale in Ortottica e assistenza oftalmologica, la classe L/SNT2 (Professioni sanitarie della riabilitazione). Il corso è a numero programmato: l’ingresso avviene tramite test di ammissione alle Professioni Sanitarie, con graduatoria gestita dall’ateneo.

Il percorso universitario è molto pratico. Oltre alla didattica infatti, prevede un tirocinio clinico già nei primi mesi/nel primo anno (a seconda dell’ateneo), per sviluppare rapidamente competenze operative e relazioni.
La prova finale del corso è abilitante all’esercizio professionale, anche se per lavorare è poi obbligatoria l’iscrizione all’albo degli Ortottisti assistenti di oftalmologia all’interno dell’Ordine TSRM e PSTRP territorialmente competente.

Dopo la triennale, la crescita può proseguire con laurea magistrale di area, master e formazione post-base, con una grande importanza data all’aggiornamento continuo.

Orientamento al test: perché la preparazione è decisiva

Se stai puntando a Ortottica, la variabile che fa la differenza è l’ingresso in graduatoria. In genere, nelle università statali, la prova delle Professioni Sanitarie è strutturata in quiz a risposta multipla, con focus su biologia, chimica, fisica e matematica e una quota di logica/lettura (dettagli che possono variare in base all’ateneo).

Per questo, una preparazione davvero efficace non è solo “studio teorico”: serve allenare tempi, strategia e precisione con simulazioni e revisione mirata degli errori, così da trasformare la conoscenza in punteggio.

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