Cosa fa il fisioterapista
La fisioterapia è l’area della riabilitazione che aiuta le persone a recuperare, migliorare o mantenere il movimento e la funzionalità, riducendo dolore e limitazioni che possono nascere dopo traumi, interventi, patologie o condizioni croniche. Il fisioterapista è un professionista sanitario che lavora con autonomia professionale su attività di prevenzione, cura e riabilitazione, includendo procedure di valutazione funzionale per definire obiettivi e strategie di intervento.
Nella pratica, il fisioterapista prende in carico bisogni molto diversi tra loro, dall’area muscolo-scheletrica (ortopedia, traumi, disturbi muscolo-scheletrici) a quella neurologica (neurolesioni, patologie neurodegenerative), fino all’area viscerale (respiratoria, cardiologica, disfunzioni flebo-linfatiche e pelvi-perineali). L’intervento passa dalla valutazione fisioterapica alla pianificazione del trattamento e può includere esercizio terapeutico, terapia manuale, terapie fisiche, educazione terapeutica e tecnologie assistive, con verifica degli esiti tramite indicatori.
Come diventare fisioterapista: percorso accademico
Per diventare fisioterapista in Italia è necessario frequentare e completare il Corso di Laurea in Fisioterapia presso le Facoltà di Medicina e Chirurgia, e dopo il conseguimento del titolo iscriversi all’Albo dell’Ordine dei Fisioterapisti del proprio territorio.
L’accesso è a numero programmato: come per gli altri corsi delle Professioni Sanitarie è previsto un test di ingresso (con data unica nazionale per le università pubbliche). Il corso di laurea dura tre anni, prevede 180 CFU complessivi e rientra nella classe L/SNT2. La prova finale ha valore di Esame di Stato abilitante all’esercizio professionale.

Durante i tre anni si affrontano materie di base e cliniche. Tra le più ricorrenti ci sono fisica, statistica e informatica, biologia/biochimica/genetica, anatomia e fisiologia, patologia generale e altri insegnamenti professionalizzanti che preparano al tirocinio e alla pratica clinica.
Dopo la laurea triennale, è possibile proseguire con la Laurea Magistrale nella classe LM/SNT2 (Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie) oppure con master e corsi di perfezionamento; inoltre, come per tutte le professioni sanitarie, è previsto l’aggiornamento continuo attraverso il sistema ECM.
Che differenza c’è tra fisioterapista e kinesiterapista?
La chinesiterapia, detta anche kinesiterapia o chinesioterapia, è un approccio riabilitativo che usa il movimento come strumento di cura per recuperare e migliorare la funzione motoria. In fisioterapia viene spesso impiegata per ripristinare la mobilità articolare e la qualità del gesto dopo immobilità prolungate, traumi muscolari o tendinei, fratture, interventi chirurgici e in alcune condizioni neurologiche, con l’obiettivo non solo di “sbloccare” la rigidità dei tessuti, ma anche di ricostruire forza e resistenza utili al movimento.
Il lavoro procede per gradi, dalle mobilizzazioni passive (guidate dal terapista) a quelle assistite, fino agli esercizi attivi svolti dal paziente, di solito in sedute che rispettano tempi di guarigione e progressione senza ricercare dolore. Può inoltre essere associata ad altri interventi riabilitativi e a tecnologie fisiche (come tecar, ultrasuoni o TENS) per supportare il recupero e ridurre sintomi e infiammazione.
Se il tuo obiettivo è entrare a Fisioterapia, il punto decisivo è il test di ammissione: una preparazione mirata, con simulazioni e metodo sulle materie scientifiche, ti aiuta a competere in graduatoria e a scegliere con più sicurezza la sede migliore per te.